Metodo Classico: Vino | Caratteristiche | Abbinamenti

Come si fa il vino spumante Metodo Classico? Lo spumante Metodo Classico è un vino spumante prodotto con una tecnica che prevede la presa di spuma in bottiglia. Il Metodo classico è il procedimento più appezzato e virtuoso per la produzione di vini spumanti, capace di regalare bollicine di gran classe.

Vediamo insieme le sue origini, le fasi di produzione dello spumante Metodo Classico, la differenza con il metodo Charmat, le zone di produzione del vino spumante Metodo Classico italiano, le diverse tipologie di vini spumanti Metodo Classico, i migliori vini spumanti Metodo Classico italiani e i migliori abbinamenti gastronomici.

STORIA DEL VINO SPUMANTE METODO CLASSICO

Carlo Gancia

Dove nasce il vino spumante Metodo Classico, scopriamo la sua storia in breve. I fenomeni di rifermentazione del vino erano già note agli antichi Romani: sono infatti innumerevoli le testimonianze di spumanti rifermentati in anfora menzionate negli scritti di Virgilio, Properzio e Plinio il Vecchio. Erano dovuti a difetti di fermentazione, causati dall’aggiunta di miele o altre sostanze zuccherine al vino per migliorarne il gusto.

Se quindi i vini effervescenti spopolavano già nell’antichità, bisogna però aspettare il XVIII secolo per la nascita del vino spumante Metodo Classico. Siamo nella regione della Champagne, in Francia, più precisamente nel monastero di Hautvillers.

Qui, la leggenda vuole che l’abate Pierre Pérignon inizi ad affinare la tecnica della rifermentazione in bottiglia. Dom Pérignon perfeziona l’assemblaggio dei vini di base, sperimenta l’utilizzo del liqueur d’expedition, introduce il tappo di sughero con l’ancoraggio e, soprattutto, rende il Metodo Classico un procedimento tecnicamente riproducibile.

l primo moderno spumante Metodo Classico in Italia inveceè attribuito al farmacista e chimico piemontese Carlo Gancia, che in seguito agli studi in Francia decise di dare vita al primo spumante italiano che potesse competere con i prestigiosi Champagne d’Oltralpe. Nel 1865 nasce quindi il primo Spumante Metodo Classico Italiano, ottenuto da uve moscato.

La nuova stagione degli spumanti metodo classico in Italia si sviluppa all’inizio del 1900. Nel 1902 Giulio Ferrari inizia a produrre spumanti metodo classici in Trentino, mentre i vini spumanti dell’Oltrepò Pavese già a partire dal 1912 sono esportati a New York dalla Società Vinicola Italiana di Casteggio. In seguito, nel 1961 Berlucchi realizza la prima bottiglia di spumante metodo classico Franciacorta provincia di Brescia, in Lombardia.

Nel 1993 il Trento spumante diviene Trento DOC Spumante, nel 1995 il Franciacorta viene ottiene la denominazione Franciacorta DOCG, mentre nel 2007 l’Oltrepò Pavese acquisisce la menzione Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG.

A partire dal 2011 vengono riconosciute altre denominazioni di spumanti Metodo Classico italiani, come Monti Lessini DOC in Veneto, e Alta Langa DOCG in Piemonte.Scopriamo una breve panoramica dei migliori spumanti italiani metodo classico.

COME SI FA IL VINO SPUMANTE METODO CLASSICO?

Come si fa il vino spumante Metodo Classico? Il Metodo Classico è prodotto con la tecnica della rifermentazione in bottiglia, passaggio che lo contraddistingue dagli spumanti prodotti con il Metodo Charmat (o Marinotti), dove la seconda rifermentazione avviene invece in autoclave.

Vediamo insieme i vari passaggi che contraddistinguono la produzione di vino spumante Metodo Classico.

ASSEMBLAGGIO DEI VINI BASE

Per fare un vino spumante Metodo Classico di qualità bisogna partire da un’ottima base. Si può usare un vino base prodotto da uve di un’unica varietà (monovarietale), oppure una miscela di più varietà (assemblaggio), inoltre i vini base possono essere provenienti da diversi vigneti e/o diverse annate (cuvèe). Uno spumante si dice millesimato quando il vino è composto per un 85% minimo di vini base della stessa annata.

Vini di Riserva nel Metodo Classico

I Vini di Riserva (Vins de réserve) sono una porzione dei vini fermi delle annate migliori che vengono selezionati e conservati ogni anno dai produttori per essere assemblati con i vini base delle annate successive per realizzare le “Cuvée”.

Questa tecnica di assemblaggio d’ispirazione francese garantisce che, bilanciando opportunamente i migliori vini di riserva di differenti annate con le basi delle nuove annate, i vini spumanti metodo classico non millesimati acquisiscano una qualità stilistica costante nel corso degli anni, limitando inoltre l’impatto di annate non favorevoli.

I vini di riserva impiegati nella cuvée generalmente conferiscono meno freschezza dei vini d’annata, ma apportano grande complessità e morbidezza. Pertanto la loro maggiore presenza in percentuale nei vini Metodo Classico Cuvée è spesso considerata un indicatore di qualità, sebbene concorrano anche tanti altri fattori.

TIRAGGIO E PRESA DI SPUMA

La base dello spumante Metodo Classico viene imbottigliata con un’aggiunta di lieviti e zucchero (liqueur de tirage) e sigillata con un tappo a corona con sotto la bidule, un cilindro di plastica dove si accumuleranno le fecce dei lieviti esausti.

Le bottiglie vengono accatastate in posizione orizzontale e i lieviti al loro interno consumeranno lo zucchero aggiunto con la conseguente produzione di alcol etilico e anidride carbonica, che darà l’effervescenza. Il fatto che questo passaggio avvenga in bottiglia è fondamentale ed è ciò che caratterizza il Metodo Classico.

Dopo la seconda fermentazione (presa di spuma) la bottiglia continua a riposare in posizione orizzontale solitamente per 18 mesi minimo. Durante questo periodo le membrane dei lieviti esausti iniziano a rompersi (autolisi) e a rilasciare sostanze di fondamentale importanza (amminoacidi, esteri, enzimi, alcoli superiori, lipidi) che influenzeranno sia il gusto che l’aroma dello spumante Metodo Classico, aggiungendo morbidezza al perlage e complessità aromatica.

REMUAGE

Per la realizzazione dello Spumante Metodo Classico al termine dell’affinamento sui lieviti è necessario separare il vino spumante dalla feccia dei lieviti esausti.

Le bottiglie, sistemate sui tradizionali cavalletti (pupitres), vengono ruotate ogni giorno di 1/8 di giro a inclinazioni sempre crescenti, fino a ritrovarsi dopo 1-2 mesi in una posizione quasi verticale.

Ad ogni rotazione, la feccia dei lieviti viene pian piano convogliata nella parte superiore del collo della bottiglia, all’interno della bidule.

SBOCCATURA

Nel processo di produzione dello Spumante Metodo Classico la sboccatura (o dégorgement) consiste nell’espulsione dei lieviti esausti. Tradizionalmente quest’operazione viene fatta “à la volèe”, stappando velocemente le bottiglie e facendo fuoriuscire i lieviti grazie alla sovrappressione interna, per poi ritappare la bottiglia molto velocemente.

Quest’operazione richiede una grande manualità e per questo in molte cantine viene utilizzata una tecnica automatizzata che prevede il congelamento del collo della bottiglia e l’eliminazione per sovrappressione del cilindro di fecce congelate raccolte nella bidule.

DOSAGGIO

Per recuperare il volume di liquido perso durante la sboccatura, prima di ritappare lo spumante Metodo Classico è necessario aggiungere il liqueur d’expedition.

Per le versioni Pas dosé, Dosaggio zero o Brut Nature è sufficiente aggiungere un’aliquota dello stesso spumante, per le altre tipologie invece si aggiunge uno sciroppo (composto da zucchero, vino o altri distillati) con diverso “dosaggio” a seconda del suo contenuto zuccherino.

TAPPATURA

É il momento di tappare definitivamente lo spumante Metodo Classico: si usa un tappo a fungo normalmente di sughero sopra il quale viene posto un dischetto metallico (capsula) e una gabbietta metallica per assicurarne la tenuta.

Solitamente è consigliato consumare il vino spumante Metodo Classico entro i due anni dalla data di sboccatura, spesso indicata sul retro dell’etichetta.

METODO CLASSICO IN ITALIA: LE PRINCIPALI ZONE DI PRODUZIONE

Il Metodo Classico Italiano non va confuso con il Metodo Champenoise o con il Metodo Crémant: stesso procedimento ma diverse zone geografiche.

Si parla di Metodo Champenoise solo per i vini spumanti Champagne prodotti nell’omonima regione, di Metodo Crémant per i vini spumanti rifermentati in bottiglia prodotti nel resto della Francia.

Fatta questa precisazione, vediamo insieme le zone italiane dove vengono prodotti i più famosi e iconici vini spumanti Metodo Classico italiani.

FRANCIACORTA DOCG

Franciacorta

Il Vino Metodo Classico Franciacorta DOCG è un vino spumante prodotto su una superficie collinare di circa 840 ettari nel territorio omonimo della Franciacorta, incastonato tra la provincia di Brescia e il Lago d’Iseo, in Lombardia.

Il nome Franciacorta, anche se qualcuno potrebbe pensare che abbia a che vedere con la Francia, deriva da “Curte Franca”, ovvero zona affrancata (dal pagamento di tributi). Nel 1200 infatti questo territorio era proprietà vitivinicola ecclesiastica, e la produzione di vino da parte dei monaci benedettini  assicurava un’esenzione dal pagamento dei tributi imperiali.

Il Franciacorta DOCG Metodo Classico viene prodotto a partire principalmente da uve Chardonnay e Pinot Nero, con l’aggiunta di vitigni complementari come l’internazionale Pinot Bianco e l’autoctono Erbamat. Il periodo minimo di affinamento sulle fecce minimo è di 18 mesi, che diventano 30 perla versione millesimato e 60 per la versione riserva.

Punta di diamante della Franciacorta è il Satèn DOCG, caratterizzato da un’effervescenza più contenuta e dall’utilizzo esclusivo di vitigni a bacca bianca (Blanc de Blancs).

TRENTO DOC

Trento DOC

La storia del vino Trento DOC è legato indissolubilmente all’intuito visionario dell’imprenditore Giulio Ferrari, che per primo realizzò Spumanti Metodo Classico in Trentino.

Lo spumante Metodo Classico Trento DOC è prodotto nella provincia autonoma di Trento, in un’area di 800 ettari contraddistinta da un’altissima vocazione viticola.

La Trento DOC comprende vigneti che sorgono in zone alpine a elevate altitudine, dove il clima montano da origine alle famose e preziose “bollicine di montagna”, ma anche zone più mediterranee nei pendii montuosi e zone continentali nei fondovalle.

Il vino spumante Metodo Classico Trento DOC è prodotto a partire da uve Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero o Pinot Meunier; il disciplinare prevede che debba affinare almeno 15 mesi sui lieviti per la versione base, 36 per la Riserva.

OLTREPO’ PAVESE METODO CLASSICO DOCG

Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG è un vino spumante prodotto su una superficie di circa 770 ettari all’interno dell’area dell’Oltrepò Pavese.

Siamo nella punta meridionale della Lombardia, in provincia di Pavia: la riva destra del Po da una parte e la catena degli Appennini dall’altra assicurano condizioni climatiche ideali per una viticoltura di qualità. La zona dell’Oltrepò Pavese, curiosamente a forma di grappolo, è attraversata dal 45° parallelo Nord, il celebre “parallelo del vino” che attraversa anche Bordeaux e l’Oregon.

Il Metodo Classico Oltrepò Pavese DOCG viene prodotto a partire da Pinot Nero (70% -100) a cui possono essere aggiunti altri vitigni complementari come ChardonnayPinot Grigio, e Pinot Bianco. Il periodo minimo di affinamento sulle fecce è di 15 mesi, che diventano 24 perla versionemillesimata. L’ Oltrepò Pavese Metodo Classico è molto apprezzato anche nella versione Cruasé, ovvero spumante metodo classico rosato.

ALTA LANGA DOCG

Alta Langa

In Piemonte, tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo, al confine con la Liguria, vi è una fascia collinare di oltre 300 ettari riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Stiamo parlando dell’Alta Langa, terra di nocciole e grandi vini. Qui viene prodotto l’Alta Langa DOCG, uno tra i migliori spumanti d’Italia.

L’Alta Langa DOCG è un vino Metodo Classico prodotto a partire da Pinot Nero e/o Chardonnay dal 90 al 100% a cui possono essere aggiunte piccole percentuali di altri vitigni idonei non aromatici. Prevede un affinamento sui lieviti di minimo 30 mesi per la versione base e 36 mesi per i vini con menzione riserva; può essere prodotto anche in versione spumante rosato.

Oltre a le zone sopra citate, l’Italia vanta innumerevoli enclave vocate alla produzione di spumanti Metodo Classico: l’area di Morgex et de la Salle in Valle d’Aosta e il Veneto con i Monti Lessini Metodo Classico DOC sono solo due esempi della ricca ed eterogenea potenzialità spumantistica del territorio italiano.

SPUMANTI METODO CLASSICO DA VITIGNI AUTOCTONI

Dal vitigno Durella si ottenono gli spumanti Monti Lessini Metodo Classico DOC

Tra i migliori spumanti italiani metodo classico oltre ai classici ottenuti da ChardonnayPinot NeroPinot Bianco e Pinot Meunier, sono da tenere in considerazione anche tanti altri vini realizzati vitigni autoctoni. Sono infatti innumerevoli le denominazioni minori di spumanti metodo classico italiani che possono riservare grandi sorprese grazie al loro carattere unico e territoriale.

In Valle d’Aosta, nell’area di Morgex et de la Salle si possono trovare spumanti metodo classico ottenuti dal vitigno autoctono Prié Blanc, mentre in Piemonte viene impiegato il Cortese.
In Veneto, si possono per esempio menzionare i vini Monti Lessini Metodo Classico DOC. Si tratta di una denominazione dal successo crescente che conta circa 120 ettari dedicati agli spumanti, che sono prodotti col vitigno autoctono Durella. Interessanti anche i vini metodo classico ottenuti da Glera.

In Friuli Venezia Giulia tra i migliori spumanti italiani metodo classico da tenere i vini ottenuti da Ribolla Gialla, mentre in Emilia-Romagna sono molto appassionanti alcune interpretazioni virtuose di Lambrusco Metodo Classico.

In Liguria, da tenere in considerazione tra i migliori spumanti italiani anche vini prodotti a partire da vitigni autoctoni come Bianchetta Vermentino e Pigato oppure in Campania con l’Asprinio d’Aversa e il Fiano. In Toscana e un Umbria vengono impiegati tra i vitigni autoctoni il Sangiovese e il Trebbiano per la produzione di spumanti metodo classico.

In Lazio, tra i migliori spumanti italiani metodo classico, da scoprire i viniprodotti a partire dai vitigni autoctoni Bellone e Nero Buono Roscetto, mentre nelle Marche è doveroso lasciarsi coinvolgere dai vini metodo classico ottenuti da Verdicchio.

In Abruzzo tra i migliori spumanti italiani metodo classico si trovano vini prodotti a partire dal Pecorino, mentre in Calabria molto accattivanti i vini ottenuti da Montonico.

In Sicilia di grande interesse, tra i migliori vini spumanti italiani metodo classico, i vini ottenuti da CarricanteCatarrattoGrillo e Nerello Mascalese, mentre in Puglia da considerare i vini da Bombino Bianco.

CLASSIFICAZIONE DEL VINO SPUMANTE METODO CLASSICO

TIPOLOGIA         RESIDUO ZUCCHERINO (g/L)
Pas dosé o Dosaggio zero o Brut Nature< 3
Extra brut<6
Brut<12
Extra dry12-17
Sec o Dry18-32
Demi sec33-50
Dolce>51

ABBINAMENTI GASTRONOMICI CON VINI SPUMANTI METODO CLASSICO

Sensazionale l’abbinamento Metodo Classico e Sushi guarnito con Tempura

Come abbinare uno spumante Metodo Classico italiano? I vini spumanti Metodo Classico secchi sono tra i più versatili di tutti, adatti sia per l’aperitivo che in abbinamento con piatti di diversi tipo.

Nell’abbinamento gastronomico con spumanti Metodo Classico bisogna tener presente che la CO2 e la spiccata acidità di questi vini hanno un potere detergente capace di mitigare l’untuosità e la grassezza del cibo. Inoltre, la sapidità dello spumante metodo classico è ideale per armonizzare la tendenza dolce dei piatti.

Se l’abbinamento cibo e vino spumante Metodo Classico più caratteristico è con primi piatti con crostacei e frutti di mare, vi consigliamo di provare uno metodo classico Monti Lessini DOC con il Baccalà alla vicentina oppure, per un connubio più esotico, un Franciacorta Satèn con Sushi.

Langres


Da tenere in considerazione l’abbinamento spumanti Metodo Classico con formaggi stagionati e a pasta fiorita e lavata: la loro grassezza e la sapidità è infatti ben bilanciata dalla freschezza e l’effervesca del vino. Provate un Trento DOC con il Parmigiano Reggiano, o un Oltrepò Pavese Metodo Classico con il Langres della Borgogna.


Gli spumanti Metodo Classico dai lunghi affinamenti, impreziositi da profumi di panificazione, andranno a sposarsi alla perfezione con la tendenza dolce dell’uovo. Da provare in particolar modo l’uovo al tartufo con uno spumante Metodo Classico Alta Langa ma anche un Metodo Classico da uve Bellone o Nero Buono con la Pasta alla Carbonara.

MIGLIORI SPUMANTI METODO CLASSICO ITALIANI

Quali sono gli spumanti Metodo Classico italiani più iconici e pluripremiati dalla critica internazionale? E quelli dal miglior rapporto qualità-prezzo? Scopri i migliori vini spumanti Metodo Classico italiani selezionati di Italy’s Finest Wines nell’articolo dedicato.